Mostri da salotto
I nani fra Medioevo e Rinascimento in un saggio di Cristiano Spila
“Vorrei che si leggesse questo volume in modo intelligente, per comprendere che il tema del nano non riguarda semplicemente il diverso. L’anormalità è spesso nei cosiddetti normali”, spiega Cristiano Spila, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università di Roma La Sapienza, autore di Mostri da salotto (Liguori; pagine 142; euro 15,50). Nel saggio l’autore analizza la storia e la produzione artistico/letteraria sul nano, tratteggiandone figure e destini oltre l’oblio di un personaggio tanto emarginato. “Si tratta di una figura complessa, ricca di significati nella civiltà letteraria e artistica tra Medioevo e Rinascimento - prosegue Spila - divenuta oggetto di morbosità”. Tra pittura e letteratura, feste e cortei, il nano - con la sua presenza viva ma ambigua - ben esprime la sintesi del conflitto tra natura e artificio, senza per questo dimenticare gli approcci medici e giuridici che da sempre lo hanno riguardato. “Dove risiede la vera anormalità? È solo un fattore esteriore?”, si interroga l’autore, convinto che oggi, più di ieri, “la figura del nano viene letta in superficie” vivendo in una società basata “sulla bellezza a tutti i costi”. “Ma attenzione, l’essere umano è molto più complesso rispetto ai modelli dei calciatori e delle veline che ci vengono proposti”, conclude Spila. (Massimo Canorro)
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 Mostri da salottoI nani fra Medioevo e Rinascimento in un saggio di Cristiano Spila “Vorrei che si leggesse questo volume in modo intelligente, per comprendere che il tema del nano non riguarda semplicemente il diverso. L’anormalità è spesso nei cosiddetti normali”, spiega Cristiano Spila, dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università di Roma La Sapienza, autore di Mostri da salotto (Liguori; pagine 142; euro 15,50). Nel saggio l’autore analizza la storia e la produzione artistico/letteraria sul nano, tratteggiandone figure e destini oltre l’oblio di un personaggio tanto emarginato. “Si tratta di una figura complessa, ricca di significati nella civiltà letteraria e artistica tra Medioevo e Rinascimento - prosegue Spila - divenuta oggetto di morbosità”. Tra pittura e letteratura, feste e cortei, il nano - con la sua presenza viva ma ambigua - ben esprime la sintesi del conflitto tra natura e artificio, senza per questo dimenticare gli approcci medici e giuridici che da sempre lo hanno riguardato. “Dove risiede la vera anormalità? È solo un fattore esteriore?”, si interroga l’autore, convinto che oggi, più di ieri, “la figura del nano viene letta in superficie” vivendo in una società basata “sulla bellezza a tutti i costi”. “Ma attenzione, l’essere umano è molto più complesso rispetto ai modelli dei calciatori e delle veline che ci vengono proposti”, conclude Spila. (Massimo Canorro) |
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Notizia inserita il:
12.04.2010 |
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